don francesco maria greco

Beato Francesco Maria Greco

Operaio evangelico, è convinto che l'ignoranza religiosa, da cui scaturiscono altre miserie morali, sia la piaga più dolorosa della Calabria del suo tempo, perciò istituisce in parrocchia scuole vere e proprie di catechesi, associazioni, un oratorio interparrocchiale e, con la collaborazione di Suor Maria Teresa De Vincenti, fonda il nostro Istituto di Suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori.
Il 26 luglio 1857 nasce in Acri Francesco Maria Greco da genitori di profonde convinzioni religiose. Fin da piccolo viene guidato nel cammino di fede dalla mamma. Compiuti gli studi ginnasiali si reca a Napoli nel 1874 per intraprendere gli studi liceali. Il padre spera di poter tramandare a questo figlio la sua professione di farmacista ad Acri.

Ma Francesco viene affascinato dalla vita sacerdotale e matura nella preghiera, ai piedi della Vergine di Pompei, la sua vocazione e la sua decisione nel realizzarla pur prevedendo le resistenze da parte del padre. Così il 17 dicembre 1881 diventa sacerdote e rientra poi a Napoli dove completa gli studi universitari per il dottorato in teologia. Nel settembre 1887 diventa parroco della Chiesa di San Nicola in Acri e l'anno successivo viene nominato arciprete.

Zelo apostolico, spirito di sacrificio e di donazione, fede viva e operosa, si mostrano ben presto i nuclei centrali della figura umana e spirituale di Mons. Greco. La sua opera educativa, rivolta soprattutto alla gioventù, mira a educare alla fede per educare alla vita.
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Sempre attento ai "segni dei tempi" diede vita, nella realtà sociale acrese, all'ospedale "Caritas", per essere pronto a dare risposta ad ogni esigenza dei fratelli più poveri e bisognosi: "per farmi tutto a tutti". In questo modo riesce a soccorrere tanti ammalati, anziani, poveri soli e abbandonati, bambini orfani. Mons. Francesco Maria Greco volle essere povero tra i poveri per diventare la "voce dei senza voce".

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Il segreto della realizzazione delle sue molteplici opere è nella contemplazione dei Sacri Cuori, suoi Modelli sin da giovane diacono. Alla base della sua vita sacerdotale pone un'intensa e prolungata preghiera, spesso notturna, dinanzi all'Eucarestia e, quindi, la cura della vita interiore, sicuro che la fecondità dell'azione apostolica dipende dal rapporto intimo e profondo con Gesù e Maria. Per questo s'impegnò a
"Vivere intensamente per amore dei Sacri Cuori per farLi amare e conoscere dai fratelli."
Come tralcio unito alla vite, il nostro Padre Fondatore ha portato tanti frutti di apostolato, di santità e continua a vivere tra noi attraverso le sue opere di evangelizzazione e di carità diffuse in Italia e all'estero. La sua giornata terrena si chiuse in Acri il 13 gennario del 1931. I suoi resti mortali riposano nella Chiesa di San Francesco di Paola annessa alla Casa Madre in Acri. Il 24 maggio 1961 venne effettuata regolare "ricognizione canonica". Essendosi diffusa la fama della sua santità di vita, l'8 dicembre del 1957, si diede avvio al Processo di Canonizzazione, volto ad accertare il suo esercizio eroico delle virtù cristiane. In seguito fu proclamato beato il 21 maggio 2016.
Profilo Spirituale
Pensando alla vita del Beato Francesco Maria Greco, al suo carattere da tutti descritto mite e schivo, si rimane stupiti di fronte alla fortezza, all'umiltà e all'abbandono grazie ai quali, fin da giovanissimo, ricerca la volontà di Dio e si impegna ad attuarla con ogni mezzo, superando le difficoltà. Da un punto di vista puramente umano, infatti, ci sarebbe stato di che scoraggiarsi di fronte a tante avversità, anche per la persona più intraprendente. La sua grandezza fu nel continuo ricominciare anche quando tutto crollava.  

Ma don Francesco non si basava sulle sue forze, preferendo contare sulla forza di Dio, attinta dal contatto continuo e costante con Gesù Eucarestia: era nota a tutti la passione per l'Adorazione Eucaristica che scandiva le sue giornate e, molte volte, mancando il tempo a causa dei troppi impegni, anche le nottate.

Beato Francesco Maria Greco

Madre Mia, Fiducia Mia.

Sono stati proprio questa confidenza e questo abbandono che gli hanno permesso di andare avanti senza scoraggiarsi, e che gli hanno consentito di lasciare a noi, sue figlie spirituali, la passione per l'Adorazione Eucaristica che è alla base di ogni nostra azione apostolica. E' per questo che egli ci voleva "Carmelitane della strada": per poter essere testimoni anche nelle opere più impegnative, dell'amore attinto ai Piedi della Fonte stessa dell'Amore: il Cuore Eucaristico di Gesù.

Ma il "Roveto Ardente" non era l'unico segreto di Fracesco Maria Greco. Abbiamo avuto modo di notare come egli non separasse mai l'amore per Cristo da quello per il Cuore Immacolato di Maria che considerava sua Madre e Maestra nella fede e nell'abbandono in Dio. La vedeva infatti come "il calice completamente vuoto pieno solo della presenza di Dio", che aveva permesso al Verbo, con la Sua disponibilità, di prendere carne attraverso di Lei.

Da Lei il Greco aveva imparato la disponibilità continua e totale alla Parola di Dio, lo spirito di sacrificio e di dedizione ai fratelli, come anche la capacità di leggere in ogni avvenimento, anche oscuro, l'intervento amorevole di Dio. A Lei affidava perciò ogni suo progetto, ogni sua iniziativa e lei indicava alle sue figlie spirituali soprattutto come modello di maternità spirituale. "Non si lasci da me la Corona, che dovrà aiutarmi in tutto", era il suo motto e il suo programma di vita. Questi due grandi amori, Gesù e Maria, hanno davvero plasmato tutta la sua esistenza sacerdotale e gli hanno permesso di essere un sacerdote autentico, un uomo che, secondo le sue stesse parole: 


"ha il coraggio di fare silenzio per accogliere la Parola eterna di Dio,
che è solo per arricchire la solitudine di molti,
che sa guardare l'altro con gli occhi del cuore e dell'amore,
che si fa dono senza aspettare mai il ricambio,
che sa portare la pace perchè ha incontrato Dio"

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